Daniele D’Orazi
Illustrazione di Giulia Morici
Bianca di notte ora in ora
la catena di colpe alle mie ossa,
dies irae della tua bocca rossa
e dei tuoi denti, le membra zitte
alle caviglie dei tuoi comandamenti.
La mia schiena di peccato al seno
per la vita che non si vuole,
la fuga dalle tue mani ancora piene d’errore.
Il corpo tuo bianco la notte
e il pensiero, il farsi velo di questo cielo
nero e il fiato che rincorre una parola
storta, vita che solo in bocca tua non è,
morta.


