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Via Partenope

VIA PARTENOPE copertina

Fabrizio Sani

Illustrazione di Anna Volpi


La mano sulla saracinesca
ha in sé il finire e il ricominciare.
La testa che fila via, senza rivolgersi
ha in sé solo il ricominciare.
Le mani che si asciugano sulla sottana sono
la voce.
Nel tuo volto, oramai, sono le mani a esser centrali:
è da lì che esce la voce.
Il gelato che si scioglie
tra le tue mani
non è un errore.
Con che ardire ti spio e provo a indovinare
quale partito ti è toccato votare?
La tenerezza che provo è la mia vergogna;
pesante, come adesso la tua palpebra.
O forse è solo un’altra cosa che tento di rubare
a te, che sei il cavallo, il bue, l’aratro, la terra e l’acqua.
Io non sono che il seme,
cresco e attendo solo d’esser divorato.
Non da te, ma da chi ci sfrutta entrambi.
Solo una cosa ti devo rimproverare:
avermi annaffiato con acqua corrente
anziché coi litri di sudore,
forse in quel modo
avrei fatto la rivoluzione.